CIVIS

La storia della vigilanza privata trova origine antichissime, nell'antica Roma del III sec. A.c. dove esisteva un istituzione chiamata "Ufficio degli Edili" . Mentre il senato indicava la politica di Roma e i consoli, i pretori e i Censori avevano funzioni di carattere soprattutto amministrativo, l'Ufficio degli Edili si occupava esclusivamente della vigilanza e custodia dei beni dei Cives, i cittadini.

Dopo la caduta di Roma e del suo impero bisogna aspettare fino all'alto Medioevo per ritrovare organismi con funzioni e scopi simili a quelli delle Guardie Particolari Giurate e,  più precisamente, durante il complesso e grandioso fenomeno dei Comuni. In questo periodo, infatti, vennero custodite le Milizie Cittadine che, in periodo di pace, venivano impiegate esclusivamente per la vigilanza e custodia dei beni cittadini durante la notte o nei momenti del mercato. La scomparsa dei comuni non decretò la fine di queste figure che continuarono ad esistere ma che non ebbero alcuna regolamentazione legislativa fino al 1870.

Fù proprio in quell'anno che Giuseppe Lombardi, con pochi uomini, incomincio a svolgere servizi di vigilanza privata a Padova, con l'aiuto e l'appoggio del prefetto di allora  Luigi Berti che, conscio delle nuove esigenze che si erano venute a creare per effetto dell'industrializzazione e della conseguente urbanizzazione, favorì l'iniziativa.. Nacque così il primo Istituto di Vigilanza  a cui ne seguirono ben presto altri a Venezia, Milano, Genova e Torino.

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